Posts Tagged‘chirurgia mini-invasiva’

States of mind: #1 – meno invasività (cardiochirurgia con accessi limitati)

Nell’arco degli anni la chirurgia cardiaca ha subito diversi cambiamenti sostanziali. Da veri e propri arditi della chirurgia che salvavano la vita ai pazienti con manovre per così dire avventurose e non di rado pericolose, siamo arrivati ai giorni nostri ad avere una chirurgia che viene quasi presa per scontata, con pretese di sicurezza e garanzia di buoni risultati. Nonostante quest’ultima affermazione sia vera (nella gran maggioranza dei casi), il cambiamento non finisce qui: la chirurgia cardiaca è ora percepita essere troppo invasiva, principalmente a causa dell’accesso chirurgico standard (la sternotomia mediana, cioè il taglio verticale lungo lo sterno). La maggior invasività dell’accesso al cuore va contro la tendenza  attuale che richiede un accesso agli organi interni in maniera poco invasiva, possibilmente attraverso un catetere inserito in un vaso periferico.

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Il nuovo ruolo

Il Consiglio di Fondazione del Cardiocentro Ticino mi ha recentemente nominato Primario del reparto di Cardiochirurgia, carica che ricoprirò dal 1° febbraio 2015.

In questo nuovo ruolo tutte le qualità professionali individuali, quali le abilità tecniche, la valutazione clinica e la presa di decisioni in casi complessi sono considerate un dato di fatto. La nuova sfida è la leadership.

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Un robot per la cardiochirurgia. Serve o è solo marketing?

Da diversi anni si sente parlare della chirurgia robotica. Ciònonostante, non è molto chiaro di cosa si tratta effettivamente e quali sono i veri benefici di questa tecnologia.

Quando oggigiorno si parla di chirurgia robotica si intende l’utilizzo del sistema da Vinci (Intuitive Surgical, Inc., Sunnyvale, CA, USA). E’ l’unico sistema certificato per la chirurgia robotica in generale. E’ commercializzato in tutto il mondo, coprendo quasi il 100% del mercato attuale.

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L’evoluzione del bypass aortocoronarico: chirurgia coronarica attraverso piccole incisioni

Il modo di eseguire l’intervento di bypass aortocoronarico era rimasto relativamente invariato negli ultimi decenni. L’introduzione della tecnica dell’intervento a cuore battente (ca. 10 anni fa), accompagnata da diversi sviluppi tecnologici per rendere l’intervento più facile e sicuro, ha però aperto nuovi orizzonti.

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